Persecuzioni
sul lavoro. Il racconto di due impiegate al convegno sul "mobbing" |
Il
Centro (Teramo ) 12/05/1999 |
Teramo.Un convegno per iniziare a parlare di mobbing.
La parola straniera cela un problema vecchio quanto l'uomo, ma sempre
passato in secondo piano: le persecuzioni sul lavoro, da parte di
capi o di colleghi. Una persecuzione che si esplica in diversi modi
e in diverse forme, ma che comunque mina la salute fisica e mentale
di chi ne è vittima. "Mobbing ... e dintorni" è l'approccio
che la CGIL di Teramo ha voluto fare al problema, segno di una nuova
sensibilità verso un fenomeno che coinvolge molti lavoratori.
Prova è l'interesse con cui la folta platea ha seguito la spiegazione
di Harald Ege, psicologo esperto di mobbing. " Il mobbing è
la routine del conflitto " ha illustrato, " che non si estingue
in un'unica azione ma si ripete almeno una volta a settimana per sei
mesi". Ege ha spiegato che si esplica in diverse forme, dall'isolamento
della vittima, che non viene messa in condizioni di comunicare o addirittura
viene ignorata dai colleghi, ai cambiamenti frequenti nelle mansioni
(verso il basso), agli attacchi contro la sua reputazione , alla violenza
o minaccia di violenza.
Situazioni all'apparenza insostenibili, quelle descritte dall'esperto,
ma confermate da due testimonianze lette alla platea da un sindacalista
della CGIL, Ghery Piantieri. La prima riguarda un'impiegata in una
fabbrica della Val Vibrata che racconta come da due anni la sua vita
sia "diventata un tunnel nero". Da responsabile dell'Ufficio
Acquisti ora non ha un ruolo definito, non viene salutata più
da buona parte dei colleghi e ha subìto una mole infinita di
contestazioni disciplinari. E poi insulti, minacce e stangheggi di
ogni tipo. Una vera persecuzione da parte del titolare della ditta,
iniziata da quando si è iscritta al sindacato. Ora soffre di
attacchi d'ansia , è depressa ed è in cura da uno psicanalista.
Ma non molla: "non è giusto quello che ha fatto ad latri
e a me , nessuno ha il diritto di calpestare la dignità di
una persona in questo modo."
Un caso simile avviene in un Comune della Vibrata. Un'impiegata è
stata trasferita in una sede staccata . Non le viene recapitata più
la posta , non le vengono passate più le telefonate."La
mia unica compagnia è una scrivania vuota e un telefono muto.Devo
rimanere in ufficio a non far niente...altrimenti fioccano i richiami.
Come non impazzire?". Nell'ufficio, che non viene pulito, no
c'è il bagno e quando va nella sede centrale per usare i servizi
igienici riceve pure contestazioni. Tutto ciò perchè
forse il sindaco pensa che lei sia responsabile di alcuni guai con
la giustizia. Il prezzo di questo , e altro ancora, è una forte
depressione. (a.f.) |
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