MOBBING: NUOVA FRONTIERA PER L'INIZIATIVA DEL SINDACATO
Antonio Panzeri Segretario Generale Cdl Milano
Lavoro.it Martedì 22/02/2000

Ci sono ancora oggi nel nostro paese opinioni contrastanti relative al fatto se il mobbing debba o meno essere considerato una malattia sociale del nostro tempo. Si discute in sostanza se ciò che viene definito mobbing non sia in realtà da ritenersi null'altro che un normale svolgersi di rapporti nell'ambito dell'ambiente di lavoro, siano essi buoni o brutti rapporti, o piuttosto un vero problema da considerare seriamente. non vi è dubbio ,tuttavia, che appaioni sempre più evidenti i casi in cui i soggetti sono attirati in una sorta di diabolica spirale dove sofferenza e nuovo disagio assumono caratteristiche dirompenti e probabilmente ciò che si sta determinando è tipico delle società post industriali nelle quali la spinta feroce verso un liberismo selvaggio si presenta con un "volto disumano".
A prescindere dal dibattito aperto credo sia venuto il momento per il sindacato di affrontare nel modo adeguato tale problematica e delineare con la necessaria chiarezza la strada da percorrere per fornire le possibili risposte sia sul piano sindacale che su quello contrattuale. Occorre affermare che già oggi il sindacato ha un approccio integrato del concetto di salute, inteso come benessere psicofisico di chi lavora e dell'ambiente sociale dove si sviluppano le relazioni umane e la percezione di sè. Del resto la qualità del lavoro, in questa fase, si misura anche con la consapevolezza (empowerment ) di incidere nel processo produttivo e quindi nella valorizzazione delle risorse umane. Se diamo validità , come appare opportuno, agli studi ed alle ricerche sul campo di questo nuovo problema sociale, allora occorre essere consapevoli che il mobbing, come fattore distorcente della competività , può mandare in tilt il sistema produttivo attraverso le modalità con le quali si esplicita, come ad esempio l'assenza di comunicazione e di autonomia oppure le non motivazioni e le non gratificazioni. Per questo le ipotesi di intervento integrato e sistemico sul problema mobbing nasce dalla oggettiva consapevolezza di una estensione crescente del fenomeno( mobbing verticale ed orizzontale)che alcune fonti stimano riguardi l'11 per cento dei lavoratori ed altri un lavoratore su tre interessato.
Considerò perciò necessario che il sindacato si attrezzi a leggere il fenomeno e ad intervenire con gli strumenti opportuni.
Possono essere suggerite alcune strade. Innanzitutto il coinvolgimento degli uffici legali per valutare compiutamente gli aspetti giuridici che il problema comporta. In secondo luogo la definizione di adeguati corsi di formazione per gli operatori degli uffici vertenze e dei patronati sui variegati aspetti del fenomeno. In terzo luogo, come si stà immaginando a Milano, la possibile stipula di una convenzione con il centro per il disadattamento lavorativo della Clinica del lavoro, per avere una consulenza clinica per i lavoratori individuati come "mobozzati". In quarto luogo occorre verificare se sussistono le condizioni, nelle sedi sindacali, per l'apertura in via sperimentale di un call center, anche con sito web apposito, per il sostegno legale e psicologico ai lavoratori, allo scopo di indirizzarli ad enti ed organismi di settore ed alle competenze presenti sul territorio.
Infine è necessario un lavoro che deve essere condotto con le categorie sindacali teso ad individuare situazioni di mobbing (problem solving), ed a favorire processi di reinserimento dei lavoratori attraverso l'azione negoziale di secondo livello nelle diverse piattaforme integrative. In sostanza si tratta di avviare con la gradualità necessaria un'iniziativa tesa ad affrontare un problema nuovo fornendo prime risposte contrattuali. Di fronte ai profondi mutamenti che stanno caratterizzando il mondo del lavoro il sindacato è chiamato ad inediti impegni ed a riprendere con rinnovata capacità una pratica sindacale attorno ai temi legati all'organizzazione del lavoro ed alle modalità con le quali si effettua la prestazione lavorativa. Considero tutto ciò un tema decisivo per il movimento sindacale ed un preciso dovere per noi provare a misurarci nuovamente.

RISOLUZIONE CONSIGLIATA: 1024 x 768 C.G.I.L.Teramo  
  TEL. 0861 - 210944
WEBMASTER: Gabriele Mancini
E-MAIL: info@cgilte.it