| Teramo. La CGIL
ha deciso di non lasciar cadere l'attenzione suscitata sul mobbing
con il recente convegno. E così la Camera del Lavoro stilerà
un dossier con tutti i casi di mobbing denunciati al sindacato.
L'iniziativa è annunciata dal Segretario Generale della CGIL
teramana , Luciano Fratoni, che ha posto l'accento su quanto le
persecuzioni sul lavoro , a diversi livelli, possano incidere sulla
salute di chi li subisce. Ripercussioni che tramite la vittima si
riflettono anche sulla famiglia: il "mobizzato" riporta
infatti a casa ansie e depressione derivanti dalle persecuzioni
sul lavoro. Effetti negativi, il "mobizzato" li ha anche
dal punto di vista economico, in termini di spese mediche e legali
(se decide di far causa all'azienda o all'ente pubblico).
Negli ultimi due anni sono circa 75 i casi di attacchi subiti dai
lavoratori, ad opera di capi e di colleghi , di cui la CGIL è
venuta a conoscenza e che sono riconducibili al mobbing. Per alcuni
sono già stati avviati i procedimenti legali per la tutela
di chi è oggetto di persecuzioni. "Nel nostro ordinamento
giuridico" ha spiegato nel convegno di martedì Pinuccia
Bizzarri, docente di Diritto Sindacale all'Università di
Teramo," non esiste la definizione di mobbing, ma questo non
significa che non ci sia una tutela: nel campo delle discriminazioni
è stato fatto un cammino notevole. C'è però
un problema: l'onere della prova quasi sempre ricade sul lavoratore.
E la discriminazione è subdola, difficile da provare."
L'avvocato Franco Di Teodoro ha posto l'accento, nel suo intervento,
sul fatto che il lavoratore del Sud è più penalizzato
in caso di mobbing."In un'economia sana è possibile
monetizzare il posto di lavoro, cambiando occupazione senza particolari
difficoltà.Qui si rimane attaccati spasmodicamente al posto,
con un danno ulteriore per il lavoratore costretto a tutti i costi
a restare in azienda anche se perseguitato."(a.f.) |